Memoria e Silenzio

L'Amministrazione Comunale - Assessorato alla Cultura e la Biblioteca Civica "V. Pappalettera" di Cesano Maderno, nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, hanno promosso il progetto "1915-2015. Memoria e Silenzio. La Grande Guerra dei Cesanesi".
Scopo di questo progetto è quello di valorizzare la conoscenza del patrimonio storico locale attraverso fotografie, cartoline, diari, oggetti e testimonianze messe a disposizione dei cittadini stessi.
Accanto alla raccolta di questo materiale e testimonianze, si è proceduto a svolgere ricerche storiche e d'archivio al fine di ricostruire non solo la vita civile, ma anche quella militare dei cesanesi chiamati alla guerra.
La ricerca d'archivio ha interessato due tipologie diverse e complementari di documenti: le liste di leva, che ci danno l'elenco anno per anno degli idonei al servizio militare, e i ruoli matricolari che ricostruiscono la vita militare dei singoli cesanesi coinvolti nel conflitto.
Per Binzago, grazie alla disponibilità del Parroco che ha messo a disposizione degli "Amici di Binzago" il "Libro delle Anime", si è potuto consultare anche l'Archivio Parrocchiale e ciò ha permesso di conoscere ulteriori informazioni sulle famiglie binzaghesi e sulla loro composizione.
Il confronto di tutti questi documenti ci permette di ricavare tutta una serie di informazioni anche curiose, come per esempio le mutazioni dei cognomi ancora fluttuanti all'inizio del XX secolo (Mornatta, Mornata, Copreni, Caprino, Oltolini, Ottolini, Oltolina, ecc.).
I risultati, seppur parziali, dei documenti analizzati sono stati esposti nei pannelli della mostra, aperta dal 24 maggio 2015 all' 8 novembre 2015 presso Palazzo Arese Jacini, e ci permettono di avere un quadro generale di Cesano Maderno nel 1915-1918 anche da un punto di vista economico e sociale.
I dati raccolti per ogni singolo soldato sono invece raccolti in questo sito e resi fruibili a tutti gli interessati. Per ogni scheda si riportano i dati anagrafici e familiari e, dove disponibile, si allegano anche immagini fotografiche. Una sezione specifica di ogni singola scheda presenta tutte le informazioni di carattere militare raccolte: decorazioni, carriera militare, ferite riportate in servizio, ecc.


Cesano Maderno e la Grande Guerra-

Il 22 maggio 1915 il Re Vittorio Emanuele III proclamò la Mobilitazione Generale e tutti i maschi nati nel periodo 1874-1900 furono progressivamente richiamati alle armi.
A Cesano Maderno la mobilitazione generale determinò l’arruolamento di più di 1.000 soldati, dai 41 ai 17 anni, su una popolazione che all'inizio del 1915 contava 8.253 abitanti.
Con l’entrata in guerra dell’Italia tutte le leggi relative al servizio militare furono annullate per permettere il reclutamento del più alto numero possibile di uomini.
Prima del maggio 1915 tre erano le categorie di arruolamento in cui venivano inquadrati i giovani all'atto della visita di leva.
Per gli arruolati in prima categoria il servizio militare durava due anni, in quanto non avevano motivi di esonero né fisico né familiare.
Alla seconda categoria venivano assegnati coloro che per motivi economico-sociali avevano l’obbligo di prestare solo pochi mesi di servizio, in genere sei.
Infine, coloro che erano stati assegnati alla terza categoria, in tempo di pace erano esonerati da ogni obbligo sulla base di determinati criteri familiari ( figli unici o primogeniti di madre vedova, di padre anziano, ecc).
Con il 22 maggio 1915 queste regole furono abrogate, così come la legge che prevedeva che non potessero prestare servizio militare contemporaneamente più di un membro del medesimo nucleo familiare. A Cesano queste disposizioni si tradussero in più di 500 famiglie con almeno un soldato al fronte e più di 100 famiglie con più figli al fronte in contemporanea.
I giovani dichiarati rivedibili o riformati, invece, venivano sottoposti per tre volte consecutive alla visita di leva. Data la giovane età, infatti, era possibile che da un anno all'altro si completasse il processo di crescita e che l’eventuale difetto fisico venisse colmato. Se permaneva l’imperfezione o la malattia, alla terza visita i giovani venivano riformati e dichiarati inabili. Con le varie modifiche alle leggi sul reclutamento molti dei revedibili e dei riformati furono arruolati e mandati al fronte, nonostante le precarie condizioni fisiche. Molti di questi morirono o subirono danni fisici permanenti, non essendo in grado di sopportare le fatiche di guerra.
Nel 1917, nella tragica urgenza di impiegare chiunque alle armi a prescindere dalla perfetta forma fisica, si introdusse l’idoneità ai soli servizi sedentari. In realtà questa formula fu solo teorica, in quanto molti di questi furono inviati a combattere e spesso trovarono la morte o subirono invalidità permanenti più o meno gravi.
Nel complesso morirono in combattimento e per cause di guerra 120 soldati cesanesi e 86 furono, invece, i mutilati e gli invalidi di guerra.
I corpi dove furono reclutati il maggior numero di cesanesi furono il Genio, dove vennero arruolati soprattutto falegnami e contadini, le cui professionalità ben si addicevano a questa specialità dell’esercito. Compito del Genio è, infatti, quello di realizzare infrastrutture ed opere di supporto alle attività di combattimento.
Altro corpo dove furono arruolati molti cesanesi, e non solo, fu la Fanteria, un corpo destinato agli assalti e agli scontri di massa, che ebbe un altissimo numero di morti.
Un ultima osservazione va fatta sugli operai militarizzati. A Cesano Maderno sono il 3% circa di tutti i chiamati e richiamati alla guerra. Gli operai militarizzati erano uomini che per le loro specifiche professionalità furono immatricolati e soggetti alle leggi di guerra, ma lavoravano per industrie che producevano per il Regio Esercito. Molti di questi operai militarizzati lavorarono a Bovisio, presso la Ditta F.lli Zari o in aziende dell’hinterland milanese. Nel 1917 si stabilì per legge che i nati dal 1892 inizialmente reclutati come operai militarizzati passassero nel Regio Esercito ed andassero in territorio dichiarato in stato di guerra. Con il finire della guerra, pertanto, solo le classi più anziane , con determinate professionalità e in determinate condizioni fisiche rimasero a fare gli operai militarizzati.
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